Thursday, 5 January 2012

Sono partiti tutti: ieri il ragazzo di mia sorella, oggi il coglioncino, il 10 mia sorella, e il 15 io.
Io ho passato ogni minuto del 2012 starnutendo, anzi, ho cominciato addirittura il pomeriggio del 31.
Capirete bene che a me sto 2012 sta proprio sul culo.
Siccome le tragedie vengono sempre due a due, a casa mia si sono rotti i termosifoni.
I termosifoni sono collegati alla caldaia dell'acqua calda, quindi non abbiamo neppure acqua calda.
Inoltre il caminetto, unica fonte di calore a nostra disposizione, da ieri sera sputa fumo.
Insomma siamo sporchi, malati, puzzolenti e intossicati.
Mia matre è impazzita, ha chiamato settecentocinquantasette volte l'idraulico, suo cugino e anche la cognata, ma quello era al funerale della zia e non se l'è cagata di striscio. Noi teniamo ancora botta, ma sento che parte del mio cervello è stata distrutta dal raffreddore, dal freddo e dagli stenti.
Vedo il 2012, lontano, ancora raggomitolato, confuso. Forse sono io a sentirmi così, mentre in realtà è tutto limpido.
Vorrei essere altrove, non sentirmi in stand-by, incapace di costringermi a fare le montagne di cose che devo fare, e che non faccio.
Penso al 2011. Penso al 2010, a tutto quel tempo che è passato così, senza che me ne rendessi conto, e penso che vorrei giornate più lunghe, più strutturate, più lente.
Perchè so che sono una persona irrequieta, eternamente insoddisfatta e alla ricerca di qualcosa.
Perchè so che potrei essere felice, e a tratti lo sono, ma sono incapace di essere tranquilla.
Perchè cerco la tranquillità, ma in realtà mi terrorizza.
Perchè per me la felicità è una scossa elettrica.
Ecco, l'ho detto, la felicità è una scossa elettrica, non la tranquillità.

1 commenti:

cielosopramilano said...

La vendetta dell estate australiana.
Tiè!