oggi camminando a casa di ritorno dall'ufficio ho dovuto prendere una strada un po' diversa perchè su quella solita stavano facendo dei lavori. L'altra strada costeggia l'enorme cimitero al centro di Melbourne. E' un cimitero molto bello, con le tombe a terra, non in quelle brutte cappelle che si usano da noi, puzzolenti di fiori mezzi andati a male. No, questo è un cimitero all'aperto, con l'erba che cresce fra le tombe e anche sulle tombe, a volte.
A me i cimiteri non piacciono molto, in generale. Non vado a salutare i miei parenti morti al cimitero perchè non mi serve andare a vedere dove sono seppelliti per sentirli più vicini. Sono sempre vicini, perchè mi mancano sempre e li penso sempre.
Però oggi notavo che alcune tombe erano visibilmente molto più vecchie di altre, alcune così vecchie che si erano cancellate le iscrizioni, e la pietra tombale era a tratti sbriciolata. E' evidente che nessuno visita più quelle tombe, e probabilmente nessuno pensa più a quelle persone. Perchè il ricordo può durare solo qualche decennio, se proprio si è fortunati. Figli, nipoti, amici non ci sopravvivono nei secoli ma solo per una manciata di anni, al massimo decenni. E dopo, quando uno ad uno tutti quelli che ci avevano amati vanno via, il nostro ricordo svanisce. Proprio come l'incisione su quelle lapidi.
I miei nipoti non sapranno niente di mia nonna, come io non so nulla della mia bisnonna, o della mia trisavola.
Chi erano queste persone? cosa facevano? cosa mangiavano? cosa odiavano e cosa amavano? come suonava la loro voce? Io non lo so, e non lo sapranno quelli dopo di me.
Neppure i famosi, quelli le cui lapidi vengono coperte di fiori per generazioni e generazioni, si salvano. Perchè un conto è ricordare l'idea di quella persona, e un conto è ricordare la persona che si amava e si conosceva, le sue piccole manie, vizi, meschinità e prodigi.
Fra cento anni nessuno si ricorderà di me, di una donna che amava amare più di ogni cosa, che sognava un minipig e che adorava le fragole. Nessuno si ricorderà di come alzo il sopracciglio sinistro quando sono perplessa e di come mi gratto la testa mentre penso o quando sono nervosa.
E non so se è una cosa bella o brutta. Forse è bello perchè tutti gli errori, le colpe e le stupidaggini verranno dimenticate, e quindi anche un po' perdonate. Forse è brutto perchè il mondo come lo conosciamo adesso svanirà, non ci sarà più nessuno a ricordarlo e a ricordarci, e questo è un po' triste, perchè ti dà l'idea che sei vissuto un po' per niente.
Però sono felice quando penso che se morissi domani non avrei rimpianti, ho fatto quello che volevo per quello che mi è stato possibile. Certo, vorrei passare più tempo con la mia famiglia, quello sì, però so che sanno che li amo tanto e che per me sono tutto, anche se non sono vicina ogni momento.
E forse è proprio così che deve essere, perchè in fondo della nostra morte e caducità dobbiamo rendere conto a noi stessi, non a quello che verranno dopo di noi...
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