Saturday, 3 December 2011

I am not a philosopher

In questi primi sei mesi australiani abbiamo fatto qualche amicizia, anzi forse meglio dire conoscenza, chè l'amicizia è un'altra cosa.
Lavorando nel dipartimento di filosofia, è inevitabile che il 99% di queste conoscenze siano filosofi, una categoria di persone che ho sempre cercato di evitare, sin da quando studiavo filosofia.
Avevo infatti deciso, fin da allora, di non uscire con i miei colleghi, perchè davano tutti (o quasi) segno di squilibrio mentale. Come si dice, sono disfunzionali, in qualche modo incapaci di interagire con animali umani e non umani in modo più o meno normale.
Una volta feci un'eccezione a questa regola e uscii con un altro filosofo. Durante il primo appuntamento, mentre mangiavamo una pizza, si alzò di scatto dalla sedia e si lanciò a baciarmi, ero così shockata che non me ne resi quasi conto. Il giorno dopo il secondo appuntamento, iniziò a chiamarmi "la mia donna" al che gli spiegai che non ero la sua donna, nè quella di un altro, nè volevo esserlo perchè il mio progetto di vita era avere un harem. La terza sera mi chiese delucidazioni su questa storia dell'harem, mi chiese con quanti uomini ero andata, più o meno di tre, dissi più di tre, mi diede della "calcolatrice, cinica e anche un po' zoccola". Mi alzai e me ne andai. Andai da uno dei membri dell'harem, cintura nera di karate, che mi portò a casa e rimase a dormire da me. Il folosofo psicopatico mi chiamò e tempestò di messaggi, poi smise e si limitò a lanciarmi occhiate piene di odio tutte le volte che mi incontrava.
Ho fatto poi qualche altra eccezione, le due più importanti sono P e mio marito. Col primo ho confermato la regola, il secondo è stato la meritata eccezione.
Comunque, dicevo i nostri nuovi amici sono tutti, mio malgrado, filosofi.
Ieri abbiamo avuto una giornata piena, con un drink prima e un film a casa di un professore dopo. Gli amtropologi saranno interessati a questo campione di umanità.

1) amico S. quello con cui abbiamo legato di più, è nato in India, ha vissuto alle Mauritius ed è neozelandese. Sembra quasi normale, se non fosse che ogni tanto raccoglie foglie a caso, mentre camminiamo, e se le mangia con gusto. A volte va in giro scalzo e il coglioncino è rimasto orripilato quando si sono incontrati nel bagno e camminava scalzo pure lì.

2) gerontofilo e compagna. Ieri sono venuti a salutarci. Lui indossa ancora il maglione di cui ho raccontato in precedenza, sempre quello. Ogni tanto lo trovavo che mi fissava, senza sorridere, ammiccare, niente. Lui mi fissava. Mentre parla ogni tanto si blocca, fa una pausa, emette un ehm molto gutturale, fa un'altra pausa, ricominicia a parlare e dice qualcosa di molto insensato, fino alla pausa successiva. La sua compagna invece è più sveglia, anche perchè una che a cinquant'anni passati si tromba un trentenne, per quanto disfunzionale, non può essere altro che sveglia. Si dà però un bel po' di arie (è medico) e mi ha detto che "se non hai figli allora non puoi capire X o Y". Un argomento che, filosoficamente, fa proprio cagare.

3) D il colleva entusiasta, il preferito di Albus. Ogni tanto inizia a ridere come Babbo Natale (uohoho) con una voce profondissima perchè è altro due metri. L'effetto babbo natale è dato anche dal fatto che è coperto di capelli e barba rossi. Mentre ride (ohohoh) batte me mani e alza una gamba. E' facile intuire come mai questo personaggio attiri l'attenzione di Albus, che ride un paio di volte all'anno, quando proprio va bene.

4) il collega N, più giovane di noi tutti, è sparito da tempo. Aveva dei tatuaggi strani sulle braccia, ha organizzato una festa a tema "mare" a casa sua, nessuno sa più dove sia o se sia ancora vivo.

5) il mio capo. Alto e piazzato come un armadio a due ante, è incapace di mangiare senza sporcarsi, tagliarsi bene le unghie e vestirsi decentemente. Mi odia, o mi evita, o è solo troppo timido. Dico solo che mi è praticamente impossibile parlargli e ogni volta che è costretto è evidentemente a disagio e imbarazzato. Cosa molto buffa, considerando che è esattamente il mio doppio sia in altezza che in larghezza, e non perchè sia grasso, ma proprio perchè è gigantico.

Ieri a guardare il film c'erano vari personaggi disfunzionali, tutti filosofi a quanto ho capito

1) Il padrone di casa, Prof G. Assomiglia a uno gnomo, ti parla con gli occhi chiusi, ha invitato 20 persone a casa sua senza un criterio, e infaatti eravamo un gruppo assortito malissimo.

2) Amica del padrone di casa, anche lei logica, mi ha chiesto di aiutarla a fare gli arancini di riso, non so quale altra cosa e di insegnare l'italiano a suo figlio cinquenne. Ci ha chiesto se ci piaccioni i bambini, dopo un silenzio imbarazzante ho deto "quelli altrui". Tutti i logici presenti hanno convenuto che la mia frase fosse illogica, perchè io non ho bambini miei.

3) tizio rumeno che avevo visto a un altro drink, ci aveva colpiti perchè fumava ininterrottamente. Ieri ci ha esposto la teoria secondo cui la morte è una forma di potenziamento umano e che lui poteva mandare un paper con questa teoria a una rivista di bioetica. L'ho guardato schifata e mi sono venute in mente le parole sagge del mio maestro "tutti credono che la bioetica sia un carretto su cui si possa salire e andare". L'idea che c'è gente che passa anni a studiare queste cose non sembra plausibile agli altri filosofi e alle gente in generale, che sale su questo carretto e inizia a sparare minchiate. Inoltre il rumeno continuava a mostrarmi i parallelismi fra italia e Romania, purtroppo mi sa che non ha capito bene come stanno le cose.

E insomma, è tutto. Questo è il paesaggio antropologico che ci si è presentato ieri o negli ultimi mesi.
Non frequentate i filosofi, se potete farne a meno.

1 commenti:

gala said...

la cosa del tipo che mangia le foglie mi ha fatto molto ridere...