I am really worried today. I made a big mistake and I don't know in which way this is going to affect my professional life. I hope things will be OK, but honestly, I don't know.
I was naive, and I thought I was doing something good when instead I was doing the opposite. And it does not matter how good your intention was, you've made a mistake.
And while I was really worried, a friend contacted my on skype and told me he was really upset about something. So we chatted a bit about his problem, and he said he was feeling better.
A few hours later I was still freaking out, and noticed that another friend of mine was on Skype, so I told him I was really worried about something stupid I did, and to get back to me when he could.
I few hours later he got back to me, and asked me what was wrong. I explained him what happened, and by his answers I knew he was not going to be supportive or anything. He was clearly pissed off about something else.
But for once, just once, I would have loved to be helped, and cheered up.
And the chat ended a few minutes later with something like I am sorry but I prefer not to talk now as I am already upset about something else (with the lurking message, your problem is ridiculous instead).
And so I said that he could talk to me if he felt like it (which of course he doesn't feel like) but I am so upset and I am freaking out so much today, that I feel really angry. Because he was the only one who could actually cheer me up, as he can understand the details of the problem. And I needed him to say something. And he is always unavailable when I need him the most and yes, he thinks I am exaggerating but if I actually feel like I am very much in trouble, shouldn't he be there anyway?
Some days should never be born.
Pensieri al contrario
storie di un bastian contrario che per giunta vive nell'emisfero dove l'acqua dello scarico gira al contrario (si narra)
Monday, 27 February 2012
Friday, 24 February 2012
10 cose che odio
I kili di troppo
i ragni
la gente che si comporta come le mosche dietro i vetri
la gente che non si preoccupa del proprio alito
gli a solo di chitarra elettrica, la chitarra elettrica in generale
uscire al freddo dopo che ho mangiato
le zanzare
chi russa e se ne fotte del sonno altrui
chi parla senza prima pensare, anche in questioni piccolissime, le cazzate sono fastidiose anche quando si parla di pastasciutta
i mozziconi di sigaretta
i ragni
la gente che si comporta come le mosche dietro i vetri
la gente che non si preoccupa del proprio alito
gli a solo di chitarra elettrica, la chitarra elettrica in generale
uscire al freddo dopo che ho mangiato
le zanzare
chi russa e se ne fotte del sonno altrui
chi parla senza prima pensare, anche in questioni piccolissime, le cazzate sono fastidiose anche quando si parla di pastasciutta
i mozziconi di sigaretta
Thursday, 23 February 2012
Then the moment comes, you sit and think of your life as it really is. Your messy, unbalanced life.
And you celebrate
the man you love being happy and content with himself, getting closer and closer to the job of his dreams, the one he, more than anyone else, deserves.
the fact that there are people you can call friends, even here, in this land so far away from the ones you love
your sister that sounds happy, and you wish it's going to last forever
the sun, the hottest sun
the summer you have been missing so much
the fact you'll be back to Oxford for two months
the fact that you'll finally go to Argentina in October, it has been decided
the fact that you can, you really can, go wherever you like, even if it hurts somehow. And that's because you want to go back home, back to the man you love, after all the trips around the world.
the fact that you had, so far, a very social week and you know that, from now on, things are going to be better.
the fact that even the most savage of your friends said that, in fact, you are the person who knows him better than anyone else. And this hasn't changed. And this is not going to change, so all this mess is worth something, after all.
And you realize that you happen to know some people very well, that there are a few people who would say that you are the one who knows them the best.
And these are the people you are really interested in.
And although there are so many challenges going on, and although this life is really hard sometimes, and the future is too scary, for being a 30 year old...
Well, despite all this, you should celebrate the fact that this has been a very good week. So far.
And you celebrate
the man you love being happy and content with himself, getting closer and closer to the job of his dreams, the one he, more than anyone else, deserves.
the fact that there are people you can call friends, even here, in this land so far away from the ones you love
your sister that sounds happy, and you wish it's going to last forever
the sun, the hottest sun
the summer you have been missing so much
the fact you'll be back to Oxford for two months
the fact that you'll finally go to Argentina in October, it has been decided
the fact that you can, you really can, go wherever you like, even if it hurts somehow. And that's because you want to go back home, back to the man you love, after all the trips around the world.
the fact that you had, so far, a very social week and you know that, from now on, things are going to be better.
the fact that even the most savage of your friends said that, in fact, you are the person who knows him better than anyone else. And this hasn't changed. And this is not going to change, so all this mess is worth something, after all.
And you realize that you happen to know some people very well, that there are a few people who would say that you are the one who knows them the best.
And these are the people you are really interested in.
And although there are so many challenges going on, and although this life is really hard sometimes, and the future is too scary, for being a 30 year old...
Well, despite all this, you should celebrate the fact that this has been a very good week. So far.
internettocrazia
Io adoro internet, capiamoci. Il mio lavoro e la mia vita sociale dipendono quasi interamente da internet. Sono praticamente internet-dipendente. Però ci sono delle cose che non capisco.
Per esempio quelli che pubblicano pubblicità a manetta, ti taggano nelle loro attività commerciali su fb, oppure ti chiedono di votare una pagina, un libro, un locale, un ospizio, un cetriolo, le budella di tu mà a ripetizione.
Che senso ha?
Un caso paradigmatico è quello di una mia compaesana che aveva pubblicato un romanzo con una piccola casa editrice del salento, di cui erano state stampate 1000 copie.
Per qualche ragione misteriosa, questo romanzo è stato selezionato da rai1 per una cosa che credo fosse chiamata "il miglior scrittore dell'anno".
C'erano diversi candidati, e per vincere il candidato veniva votato via internet.
Per mesi, credo, tutti i suoi amici (che sono anche i miei) hanno impestato le proprie e le altrui bacheche con suppliche, incoraggiamenti, pubblicità, preghiere di votare questa tizia.
Morale della favola, un libro stampato in 1000 copie ha vinto con ben 120.000 voti. Se la matematica non è un'opinione, si capisce bene che in molti hanno votato senza aver letto il libro, e compulsivamente giorno dopo giorno.
Poi mi sono presa la briga di dare una veloce lettura al suddetto libro, una delusione.
Scritto in uno stile ottocentesco, racconta la storia (trita e ritrita) di una ragazza borghese che si innamora di un giovanotto di rango inferiore e dei sotterfugi messi in pratica dai suoi genitori per impedire l'unione tra i due. Alla fine? ovviamente l'amore trionfa.
Tutto questo in un italiano stantio, vecchio, desueto. Come se non ci fosse stato un secolo di letteratura americana a cambiare il romanzo ottocentesco in qualcosa di fresco, originale, diverso. Un intero secolo saltato a piè pari.
In questo romanzo, presunto romanzo dell'anno, si leggono frasi del tipo "X disse "non avevo mai notato che i tuoi occhi fossero marroni" "sì, sono marroni, e anche tristi e profondi come quelli di mio padre" (o una cosa del genere, cito a memoria)
O_O
Ora, ma è questa una conversazione tra persone normali? Che dialogo è? Ma tutto il libro è così, pieno di "ottocentismi" che non hanno ragion d'essere, un secolo e mezzo dopo.
Mi dispiace, ma io la letteratura la prendo molto sul serio, e queste cose mi fanno rabbrividire. Io che divoro tutto, da Saramago a Jonathan Carroll, dalle sorelle Bronte (che però al loro tempo erano all'avanguardia) a Jane Austen (il cui sarcasmo è spesso sottovalutato), da JS Foer a D. Foster Wallace, da Eugenides a Omero, passando da P.Dick a Harry Potter, ecco, a me ste cose fanno girare le palle.
Sono anni che provo a scrivere racconti, libri, e ogni vota butto tutto, perchè fanno cagare, perchè scrivere è molto più difficile di leggere, e se non puoi scrivere qualcosa di bello e originale, allora devi lasciar perdere. Perchè ci sono miliardi di libri fantastici, bellissimi, imperdibili là fuori, e chi legge ha il diritto di leggere qualcosa di bello.
E insomma, a me questa faccenda non piace. L'abuso del potere di internet, il popolo di internet, i televoti, non piacciono.
I libri sono una cosa seria.
Per esempio quelli che pubblicano pubblicità a manetta, ti taggano nelle loro attività commerciali su fb, oppure ti chiedono di votare una pagina, un libro, un locale, un ospizio, un cetriolo, le budella di tu mà a ripetizione.
Che senso ha?
Un caso paradigmatico è quello di una mia compaesana che aveva pubblicato un romanzo con una piccola casa editrice del salento, di cui erano state stampate 1000 copie.
Per qualche ragione misteriosa, questo romanzo è stato selezionato da rai1 per una cosa che credo fosse chiamata "il miglior scrittore dell'anno".
C'erano diversi candidati, e per vincere il candidato veniva votato via internet.
Per mesi, credo, tutti i suoi amici (che sono anche i miei) hanno impestato le proprie e le altrui bacheche con suppliche, incoraggiamenti, pubblicità, preghiere di votare questa tizia.
Morale della favola, un libro stampato in 1000 copie ha vinto con ben 120.000 voti. Se la matematica non è un'opinione, si capisce bene che in molti hanno votato senza aver letto il libro, e compulsivamente giorno dopo giorno.
Poi mi sono presa la briga di dare una veloce lettura al suddetto libro, una delusione.
Scritto in uno stile ottocentesco, racconta la storia (trita e ritrita) di una ragazza borghese che si innamora di un giovanotto di rango inferiore e dei sotterfugi messi in pratica dai suoi genitori per impedire l'unione tra i due. Alla fine? ovviamente l'amore trionfa.
Tutto questo in un italiano stantio, vecchio, desueto. Come se non ci fosse stato un secolo di letteratura americana a cambiare il romanzo ottocentesco in qualcosa di fresco, originale, diverso. Un intero secolo saltato a piè pari.
In questo romanzo, presunto romanzo dell'anno, si leggono frasi del tipo "X disse "non avevo mai notato che i tuoi occhi fossero marroni" "sì, sono marroni, e anche tristi e profondi come quelli di mio padre" (o una cosa del genere, cito a memoria)
O_O
Ora, ma è questa una conversazione tra persone normali? Che dialogo è? Ma tutto il libro è così, pieno di "ottocentismi" che non hanno ragion d'essere, un secolo e mezzo dopo.
Mi dispiace, ma io la letteratura la prendo molto sul serio, e queste cose mi fanno rabbrividire. Io che divoro tutto, da Saramago a Jonathan Carroll, dalle sorelle Bronte (che però al loro tempo erano all'avanguardia) a Jane Austen (il cui sarcasmo è spesso sottovalutato), da JS Foer a D. Foster Wallace, da Eugenides a Omero, passando da P.Dick a Harry Potter, ecco, a me ste cose fanno girare le palle.
Sono anni che provo a scrivere racconti, libri, e ogni vota butto tutto, perchè fanno cagare, perchè scrivere è molto più difficile di leggere, e se non puoi scrivere qualcosa di bello e originale, allora devi lasciar perdere. Perchè ci sono miliardi di libri fantastici, bellissimi, imperdibili là fuori, e chi legge ha il diritto di leggere qualcosa di bello.
E insomma, a me questa faccenda non piace. L'abuso del potere di internet, il popolo di internet, i televoti, non piacciono.
I libri sono una cosa seria.
Tuesday, 21 February 2012
La tecnologia ti toglie e la tecnologia ti da'
A Natale ho regalato uno scrausissimo Android phone a me e uno a mia sorella. L'idea era di essere sempre in contatto anche quando soni qui nella terra dei canguri e dei ragni grandi come padelle antiaderenti. In effetti funziona alla grande, puoi usare mille applicazioni diverse per chattare, parlare, e insomma sentirsi vicini.
Fra queste applicazioni, una in particolare e' pericolosa, a mio avviso al limite del legale o quantomeno del moralmente permissibile: google latitude.
Google latitude, per chi non lo sapesse, e' tipo la mappa di Harry Potter, ti dice esattamente dove si trovano le persone, strada, indirizzo preciso e volendo ti fa anche fare la panoramica e una passeggiata virtuale nel luogo do ve si trova l'altra persona.
Ora, per qualche motivo che mi sfugge completamente, forse abuso di alcol o di sostanze stupefacenti, P mi aveva aggiunto ai contatti su google latitude. Io al tempo avevo solo accettato la richiesta senza sapere assolutamente di cosa si trattasse.
A distanza di parecchi mesi, ho scoperto cosa fosse questa cosa magica e ho subito costretto il coglioncino e mia sorella ad aggiungermi ai loro contatti. Si capisce bene che non e' una cosa tipo facebook, perche' tu non vuoi che 500 persone sappiano dove ti trovi in qualsiasi momento della tua vita, e infatti io ho solo P, mia sorella e il coglioncino (che pero' furbamente ha disattivato la funzione dal suo cellulare).
certo, a volte le segnalazioni sono piuttosto imprecise, tipo una volta, con 10 gradi sotto zero, io risultavo al centro del lago di Monato, per giunta in piena notte. Invece ero almeno a 15 km di distanza, a casa e al caduccio.
Comunque, siccome uso il cellulare anche ome anti stress, e ci cazzeggio spesso, so quando mia sorella e'a casa sua, o all'unioversita', o dal suo ragazzo. Ormai ho imparato gli indirizzi. So anche che P abita in una certa strada, che va a ballare in un'altra, che casa di sua madre ha un altro indirizzo ancora ecc. So tutto.
Oggi, meditando su come risolvere il guaio in cui mi sono ficcata ( ho promesso di fare una cosa che non sono in grado di fare e mi sto uccidendo nel tentativo), ho preso in mano il cellulare. P risultava all'ospedale. Ommioddio ho pensato. Poi pero' ho pensato, ricordati che non e' una cosa precisa, magari c'e' un locale dove si balla il tango a pochi kilometri. Solo che evidentemente il suo telefono era spento, perche' dopo un'ora, invece di riaggionarsi, il suo profilo si e' spento (funziona cosi', si aggiorna tipo ogni 20 minuti, ma se non riceve un segnale per itpo un'ora e mezzo si disattiva).
Essendo io una persona molto malata di mente, mi sono convita che gli fosse capitato qualcosa, per cui era all'ospedale, che il cellulare fosse spento perche' in ospedale i cellulari si spengono, che forse era in fin di vita, che se non dava segni di vita su internet avrei dovuto contattare la sua famiglia, che cazzo non volevo andare a BA per un funerale, che era un peccato che ieri non fossimo riusciti ad avere una conversazione decente su skype perche' le ultime parole che avrei ricordato sarebbero state "bzzzzfssaksjhakhk" e insomma, nella sua vita aveva detto un sacco di cose intelligenti. E cosi' via in un climax di angoscia e dolore.
E poi puf. SI riaggiorna la pagina, e mi dice che P e' a casa sua, sano e salvo.
Niente ospedale, niente funerale.
La tecnologia ti toglie e la tecnologia ti da', just like that.
Fra queste applicazioni, una in particolare e' pericolosa, a mio avviso al limite del legale o quantomeno del moralmente permissibile: google latitude.
Google latitude, per chi non lo sapesse, e' tipo la mappa di Harry Potter, ti dice esattamente dove si trovano le persone, strada, indirizzo preciso e volendo ti fa anche fare la panoramica e una passeggiata virtuale nel luogo do ve si trova l'altra persona.
Ora, per qualche motivo che mi sfugge completamente, forse abuso di alcol o di sostanze stupefacenti, P mi aveva aggiunto ai contatti su google latitude. Io al tempo avevo solo accettato la richiesta senza sapere assolutamente di cosa si trattasse.
A distanza di parecchi mesi, ho scoperto cosa fosse questa cosa magica e ho subito costretto il coglioncino e mia sorella ad aggiungermi ai loro contatti. Si capisce bene che non e' una cosa tipo facebook, perche' tu non vuoi che 500 persone sappiano dove ti trovi in qualsiasi momento della tua vita, e infatti io ho solo P, mia sorella e il coglioncino (che pero' furbamente ha disattivato la funzione dal suo cellulare).
certo, a volte le segnalazioni sono piuttosto imprecise, tipo una volta, con 10 gradi sotto zero, io risultavo al centro del lago di Monato, per giunta in piena notte. Invece ero almeno a 15 km di distanza, a casa e al caduccio.
Comunque, siccome uso il cellulare anche ome anti stress, e ci cazzeggio spesso, so quando mia sorella e'a casa sua, o all'unioversita', o dal suo ragazzo. Ormai ho imparato gli indirizzi. So anche che P abita in una certa strada, che va a ballare in un'altra, che casa di sua madre ha un altro indirizzo ancora ecc. So tutto.
Oggi, meditando su come risolvere il guaio in cui mi sono ficcata ( ho promesso di fare una cosa che non sono in grado di fare e mi sto uccidendo nel tentativo), ho preso in mano il cellulare. P risultava all'ospedale. Ommioddio ho pensato. Poi pero' ho pensato, ricordati che non e' una cosa precisa, magari c'e' un locale dove si balla il tango a pochi kilometri. Solo che evidentemente il suo telefono era spento, perche' dopo un'ora, invece di riaggionarsi, il suo profilo si e' spento (funziona cosi', si aggiorna tipo ogni 20 minuti, ma se non riceve un segnale per itpo un'ora e mezzo si disattiva).
Essendo io una persona molto malata di mente, mi sono convita che gli fosse capitato qualcosa, per cui era all'ospedale, che il cellulare fosse spento perche' in ospedale i cellulari si spengono, che forse era in fin di vita, che se non dava segni di vita su internet avrei dovuto contattare la sua famiglia, che cazzo non volevo andare a BA per un funerale, che era un peccato che ieri non fossimo riusciti ad avere una conversazione decente su skype perche' le ultime parole che avrei ricordato sarebbero state "bzzzzfssaksjhakhk" e insomma, nella sua vita aveva detto un sacco di cose intelligenti. E cosi' via in un climax di angoscia e dolore.
E poi puf. SI riaggiorna la pagina, e mi dice che P e' a casa sua, sano e salvo.
Niente ospedale, niente funerale.
La tecnologia ti toglie e la tecnologia ti da', just like that.
Monday, 20 February 2012
to grow apart
c'e' questo verbo in inglese che rende l'idea di come a volte si evolvano i rapporti umani. To grow apart significa allontanarsi, e deriva da grow (crescere) e apart (separatamente). Non da' solo l'idea dell'allontanamento. Da' l'idea dei cambiamenti e dell'allontanamento che derivano dalla crescita, dal tempo che passa, dal cambiamento.
Un giorno ti svegli e ti rendi conto che magari la persona che consideravi il tuo migliore amico non lo e' piu', che vi siete allontanati lentamente e inesorabilmente, che non e' colpa di nessuno, ma che siete cresciuti in modo diverso, facendo esperienze diverse e che adesso siete due persone diverse, e non piu' vicine come pensavate.
Uno grow apart dagli amici di infanzia, dagli amici del liceo, da quelli dell'universita' e dai colleghi di lavoro. A volte uno grows apart anche da se stesso.
E questo growing apart e' una delle cose che piu' mi fanno paura al mondo, questo credre di essere ancora sulla stessa lunghezza d'onda quando si e' invece lontanissimi.
Uno grows apart perche' sono le circostanze a imporlo, o forse anche perche' lo vuole o non lo sa evitare. Ho combattuto con questa cosa tutta la vita. Sono morbosa nel mio mantenere i contatti, rifarmi viva, scrivere e non sparire.
Tendo a pensare che si possa fare sempre qualcosa. E i rapporti durano, fino a quando almeno uno dei due ci mette impegno. Poi pero' se uno allenta la pressione, svanisce tutto.E li' capisci che certi rapporti duravano solo perche' da uan delle due parti c'era il desiderio di non arrendersi.
Ma le persone grow apart lo stesso. Puoi cercare di ritardare il prcesso, o di tamponare, o di comportarti come se non stesse succedendo.
Ma succede. Ti piaccia o no. Succede.
People grow (up) apart
Un giorno ti svegli e ti rendi conto che magari la persona che consideravi il tuo migliore amico non lo e' piu', che vi siete allontanati lentamente e inesorabilmente, che non e' colpa di nessuno, ma che siete cresciuti in modo diverso, facendo esperienze diverse e che adesso siete due persone diverse, e non piu' vicine come pensavate.
Uno grow apart dagli amici di infanzia, dagli amici del liceo, da quelli dell'universita' e dai colleghi di lavoro. A volte uno grows apart anche da se stesso.
E questo growing apart e' una delle cose che piu' mi fanno paura al mondo, questo credre di essere ancora sulla stessa lunghezza d'onda quando si e' invece lontanissimi.
Uno grows apart perche' sono le circostanze a imporlo, o forse anche perche' lo vuole o non lo sa evitare. Ho combattuto con questa cosa tutta la vita. Sono morbosa nel mio mantenere i contatti, rifarmi viva, scrivere e non sparire.
Tendo a pensare che si possa fare sempre qualcosa. E i rapporti durano, fino a quando almeno uno dei due ci mette impegno. Poi pero' se uno allenta la pressione, svanisce tutto.E li' capisci che certi rapporti duravano solo perche' da uan delle due parti c'era il desiderio di non arrendersi.
Ma le persone grow apart lo stesso. Puoi cercare di ritardare il prcesso, o di tamponare, o di comportarti come se non stesse succedendo.
Ma succede. Ti piaccia o no. Succede.
People grow (up) apart
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